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L’alimentazione e la salute

Nel corso degli ultimi cinquant’anni si è assistito nei Paesi occidentali ad un cambiamento radicale delle abitudini alimentari. Siamo passati, infatti, da un regime alimentare basato su alimenti non raffinati, di origine vegetale, procurati
a prezzo di un duro lavoro ad una alimentazione meno salutare, composta da cibi raffinati, prontamente disponibili, ma spesso carente di ortaggi e frutta.
Nello stesso periodo numerose ricerche condotte sulla popolazione hanno evidenziato un incremento di malattie croniche, come diabete, obesità, artrosi, osteoporosi, disturbi correlati alla menopausa e cancro. In conseguenza di tale
concomitanza è aumentato l’interesse per il possibile ruolo protettivo di una corretta alimentazione nei confronti della salute e si sono imposte in sequenza alcune tendenze alimentari. Così se negli anni ’60 si afferma la dieta vegetariana,
nel decennio successivo è la volta dell’agricoltura intensiva, quindi della valorizzazione negli anni ’80 dell’apporto di fibre con la riduzione dei grassi.
Infine, dagli anni ’90 è maturata sempre più la consapevolezza dell’importanza dello stile di vita per la ricerca della salute e del benessere. E se la vita media attuale si è allungata rispetto a quella dei nostri antenati, grazie soprattutto
alle misure igieniche, alla facile disponibilità di alimenti diversi ed ai continui progressi della Medicina, i mutamenti attuali dello stile di vita e del comportamento alimentare cominciano a incidere in maniera negativa sull’aspettativa e
sulla qualità della vita.
Allegato
Dr. Bruno Brigo

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Lo stress e la stanchezza psicofisica

Lo stress e’ la risposta fisiologica dell’organismo a situazioni di varia natura (nel loro complesso definite con il termine anglosassone di stressor) nei confronti delle quali il corpo reagisce e si difende.
Preoccupazioni lavorative, familiari o finanziarie, superlavoro, ma anche un eccesso di attivita’ fisica determinano infatti una reazione di adattamento dell’organismo, con rilascio di ormoni, tra cui cortisolo, adrenalina e ormoni tiroidei, che permettono di mantenere, nel breve termine, l’attenzione, l’energia e lo stato di allerta.

L’effetto positivo dello stress si esaurisce tuttavia oltre un certo livello, al di la’ del quale esso va ad agire negativamente su umore, produttivita’, relazioni interpersonali e qualita’ di vita nel suo complesso. Lo stress prolungato si manifesta con la comparsa di sintomi non solo fisici, ma anche emotivi, cognitivi e comportamentali: tipicamente, sono presenti stanchezza psicofisica generalizzata, inappetenza, acidita’ di stomaco, insonnia, perdita delle capacita’ di concentrarsi e della memoria e maggior vulnerabilita’ emotiva, con comparsa di stati di irritabilita’, ansia o depressione; causa inoltre un aumento della pressione arteriosa, sopprime il sistema immunitario, incrementa il rischio di infarto e di ictus e rende piu rapido il processo di invecchiamento.

Per il trattamento degli stati di stress e di stanchezza psicofisica non esiste una terapia farmacologica d’elezione, ma la scelta dell’approccio piu appropriato deve essere individualizzata in funzione delle esigenze del paziente e del quadro clinico; spesso a un aiuto farmacologico si affianca inoltre un supporto psicologico, per curare non solo il corpo ma anche la mente. Ma la terapia migliore e’ cercare di rallentare i ritmi lavorativi e di combattere la tensione e le preoccupazioni, imparando a identificare i problemi e a trovare le soluzioni piu appropriate senza ripercussioni sulla salute.

Consigli utili

L’alimentazione ricopre un ruolo importante contro stress e stanchezza psicofisica, soprattutto se si scelgono accuratamente gli alimenti piu ricchi di magnesio, per controbilanciare le perdite che di frequente si associano a una condizione di stress: la frutta secca e il mais contengono molto magnesio, presente inoltre in buone concentrazioni anche nel parmigiano, negli spinaci cotti, nelle lenticchie, nei carciofi e nella carne di pollo e tacchino.
Per combattere lo stress e la stanchezza psicofisica sono molto utili le tecniche di rilassamento, che permettono di recuperare una condizione ottimale, sia sotto il profilo fisico sia sotto il profilo psicologico: 

  • yoga e meditazione: aiutano ad acquisire una maggior coscienza del proprio corpo, delle reazioni alle condizioni di stress, della propria emotivita’
  • training autogeno: favorisce il rilassamento muscolare e aiuta a ritrovare la calma
  • visualizzazione guidata: utile per raggiungere il rilassamento, consiste nell’utilizzare la capacita’ di evocare con la mente una o piu sensazioni, come immagini, suoni, movimento e calore
  • massaggi: permettono il rilassamento fisico e psichico.

Un’attivita’ fisica regolare favorisce il rilascio di endorfine, che migliorano l’umore e favoriscono il sonno. Lo sport permette di scaricare il nervosismo e di combattere lo stress, l’ansia e la depressione.

Suggerimenti

I sintomi che si manifestano in condizioni di stress e stanchezza psicofisica possono conseguire a un deficit di magnesio, determinato dalla liberazione degli ormoni dello stress.

Il magnesio e’ un minerale essenziale per il funzionamento dell’organismo, coinvolto in numerose reazioni e processi metabolici e fisiologici, quali la produzione di energia, la sintesi delle proteine e la trasmissione degli impulsi nervosi. Per combattere stress e stanchezza psicofisica l’integrazione di magnesio e’ pertanto fondamentale: si puo suggerire l’assunzione di magnesio pidolato, in flaconcini o in granulato per soluzione orale, che consente di reintegrare rapidamente la quota fisiologica e di garantire un trattamento efficace del deficit di magnesio (Mag 2*).

Il magnesio e’ disponibile anche in formulazione orosolubile, in pratiche bustine per un’assunzione anche senz’acqua.

Per aiutare le difese immunitarie, talora compromesse in condizioni di stress, sono inoltre molto utili i prodotti a base di vitamina C (Vitamina C Vita*).

Per l’acidita’ di stomaco, uno dei sintomi piu spesso associati allo stress, si suggerisce l’impiego di prodotti a base di idrossido di magnesio, che agisce come antiacido, anche in associazione a idrossido di alluminio (Maalox Plus*).

Anche i prodotti a base di carbonato di calcio, carbonato di magnesio, caolino e trisilicato di magnesio trovano applicazione nel trattamento sintomatico dell’iperacidita’ (Neutrose S. Pellegrino*).

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Congestione Nasale

La congestione nasale

Il termine congestione nasale fa riferimento a una generica sensazione di naso chiuso con difficolta’ a respirare, conseguente, nella stragrande maggioranza dei casi, all’instaurarsi di un processo infiammatorio a carico della mucosa nasale. I comuni patogeni respiratori, generalmente virus, tipicamente invernali, rappresentano la prima causa di congestione nasale, che tuttavia puo’ anche essere di natura allergica o vasomotoria.

Condizione spesso transitoria, e’ evento molto frequente sia in eta’ pediatrica sia nell’adulto e si manifesta con sintomi quali ostruzione respiratoria nasale, rinorrea, sensazione di prurito e starnuti. La difficolta’ a respirare attraverso il naso porta a respirare con la bocca, con conseguente secchezza. Chi soffre di congestione nasale lamenta inoltre irritabilita’ e scadente qualita’ del sonno; il neonato e il bambino piccolo, disturbati, tendono a mangiare di meno; nel neonato l’atto della poppata risulta difficile per l’impossibilita’ di respirare dal naso.

Per il trattamento dei sintomi di congestione nasale il medico puo’ prescrivere l’uso per brevi periodi di molecole ad azione decongestionante sulla mucosa nasale (efedrina, fenilefrina, nafazolina, xilometazolina ecc.), che agiscono come vasocostrittori, riducendo il gonfiore e la produzione di muco; disponibili sia per uso sistemico sia per uso topico, non devono essere tuttavia utilizzati nei bambini. Anche l’uso di mucolitici, fluidificanti e antinfiammatori puo’ aiutare a ridurre la sensazione di naso chiuso e migliorare la respirazione.


Consigli Utili

Poiche’ spesso la congestione nasale si manifesta in concomitanza con un comune raffreddore o sindromi influenzali, e’ importante rispettare alcune regole di igiene, semplici ma efficaci strumenti di prevenzione: utilizzare fazzoletti usa e getta e buttarli dopo aver soffiato il naso, lavare spesso le mani ed evitare di portare le mani alla bocca, al naso, agli occhi.
Per alleviare la sensazione di naso chiuso sono molto importanti i seguenti accorgimenti: 

  • una corretta igiene nasale, sia nel bambino sia nell’adulto: soffiare bene il naso per svuotarlo il piu’ possibile. I genitori devono insegnare ai loro bambini a soffiare con efficacia il naso. Nei bambini piccoli e’ inoltre utile tenere il nasino pulito rimuovendo dalle narici il muco e le crosticine con un batuffolo di ovatta imbevuto di acqua o soluzione fisiologica, per non fare male
  • inalare vapore (suffumigi) per fluidificare le secrezioni mucose, riducendo la sensazione di naso chiuso
  • fare l’aerosol con soluzione fisiologica, per aiutare a sciogliere il muco;
  • bere molto: acqua, succhi di frutta, te’ aiutano a fluidificare il muco;
  • umidificare l’ambiente mediante umidificatori per aiutare a fluidificare le secrezioni mucose

SUGGERIMENTI

Nei bambini piccoli e nei neonati, che ancora non sono capaci di soffiare il naso, e’ importante aspirare il muco in eccesso utilizzando gli aspiratori nasali, in grado di alleviare la congestione nasale anche nei piu’ piccoli; in caso di muco denso e molto abbondante, e’ possibile fluidificarlo con soluzioni appositamente ideate, compatibili con le condizioni fisiologiche della mucosa nasale e adatte anche per neonati e bambini, che rappresentano un ottimo metodo per rimuovere il muco in eccesso e alleviare la congestione nasale, aiutando a respirare meglio.

L’acqua di mare ultrafiltrata e sterile, isotonica aiuta a liberare il naso da muco, virus e batteri rispettando il naturale equilibrio delle mucose; nei neonati e nei bambini piu’ piccoli la formulazione a getto nebulizzato risulta particolarmente adatta. Nell’adulto, l’impiego di soluzioni isotoniche permette di combattere la congestione nasale, di pulire e di drenare le secrezioni nasali, favorendo una corretta respirazione (disponibili anche nella formulazione con getto forte).

Possono inoltre essere usate essenze aromatiche di eucaliptolo, terpineolo, timo, pino e rosmarino, coadiuvanti nel trattamento delle congestioni delle prime vie respiratorie; ottime come suffumigi o da nebulizzare nell’ambiente in cui si soggiorna o si riposa